13/10/2001
Per gli amici italiani il diario di Stefano Rizzi.
Diciassettesimo giorno della Volvo Ocean Race, la regata intorno al mondo in nove tappe partita lo scorso 23 settembre da Southampton.
Prima tappa di 33.000 miglia da percorrere per arrivare a Città del Capo e con l'equatore appena attraversato si può dire che manca metà tappa. Dopo una distanza così lunga non c'è stata selezione, ma un continuo cambiamento di posizioni fra le prime cinque barche che si sono alternate continuamente in classifica. Le altre imbarcazioni in gara seguono distaccate di oltre 100 miglia ormai tagliate fuori dalle prime posizioni della prima tappa.
Questa settima edizione della regata è caratterizzata dalla tecnologia delle telecomunicazioni. Grazie ai collegamenti satellitari presenti a bordo si possono trasmette immagini e filmati dell'equipaggio stesso. Inoltre grazie al telefono satellitare i componenti delle varie imbarcazioni possono essere raggiunti in diretta e poter condividere con loro le sensazioni che stanno provando in mezzo all'oceano.
Stefano Rizzi è uno dei due italiani a bordo di Amer One, insieme a Claudio Celon, l'imbarcazione del cantiere finlandese Nautor. Con essi abbiamo un appuntamento settimanale per farci raccontare in diretta la gara e le sensazioni che si respirano in barca attraverso gli occhi di due testimoni
d'eccezione. Grazie alla disponibilità della Amer Italia che ha fatto da ponte tra la terra ferma e la barca, siamo riusciti a contattare Stefano Rizzi il quale disponibile come al solito ci ha rilasciato questa intervista per i nostri lettori.
Questa di seguito è la prima telefonata avuto con Stefano.
Stefano Rizzi: 'Siamo stanchissimi e con la prospettiva di esserlo ancora di più nei giorni prossimi. Dormiamo pochissimo perché in teoria dovremmo avere turni di 4 ore fuori e 4 ore di riposo sottocoperta dove dovremmo dormire, ma nella pratica siamo quasi sempre tutti fuori per le manovre continue e le riparazioni che la barca necessita. Questo da subito dopo la partenza; abbiamo trovato vento contro per cinque giorni che ci ha fatto andare di bolina con la conseguenza di una barca che saltava come un cavallo e l'impossibilità di dormire sottocoperta, ma anche di far bollire l'acqua per i nostri liofilizzati. Già stare in piedi era un'impresa, ed i piccoli incidenti sono stati parecchi, vedi il dente spezzato di Pepe, il nostro compagno spagnolo, causato da un salto molto forte. Come se non bastasse abbiamo rotto subito uno dei due dispositivi che servono ad alzare la vela sull'albero e il secondo ha resistito fino a due giorni fa, così ogni volta che dobbiamo cambiare la vela dobbiamo issare un uomo fino alla testa dell'albero a 25 metri di altezza e uno di noi imbragato al trapezio. Dopo la bolina siamo entrati in una piatta impressionante, durata addirittura una settimana intera, che ci ha fatto navigare con le altre barche a vista; ci si vedeva e ci si marcava stretto al punto che si spiavano le azioni degli avversari per cercare di prevenire ogni piccolo cambiamento di vento con la conseguenza che si cambiava vela ogni 10 minuti per tentare di sfruttare ogni refolo. In seguito tante piccole riparazioni che tutto sommato sono nulla al fatto che la nostra barca è stata l'ultima ad essere messa in acqua e la nostra preparazione è stata molto limitata dal pochissimo tempo a disposizione. Comunque siamo fiduciosi e sempre col coltello fra i denti perché fino a Fernando di Norogna, l'isola al largo del Brasile che dobbiamo doppiare, possiamo recuperare.'
Sauro Scagliarini: 'Quali sono le condizioni del tempo oggi e che previsioni ci sono per i prossimi giorni?'
Stefano Rizzi: 'Adesso fa molto caldo e quando batte il sole non si riesce a stare sotto. Per fortuna piove spesso e la temperatura si abbassa un po’. Questa è la zona degli alisei ed il vento è piuttosto scarso per tutti, le perturbazioni possono fare la differenza. Grazie ad una di queste abbiamo recuperato sui primi perché si sono infilati in una più grossa, che invece noi abbiamo evitato. Questo gioco durerà appunto fino a Fernando de Norogna e dopo difficilmente si potrà recuperare il distacco perché con il vento sostenuto le cinque barche migliori si equivalgono in fatto di velocità. La strategia per tutti dovrebbe essere quella di puntare dritto verso sud e poi tagliare verso est, in direzione dell'arrivo per sfruttare al massimo la potenzialità dei venti più forti e non infilarsi in altre calme di vento, sulla via che sarebbe più breve rispetto a quella che faremo.'
S.S.: 'Com'è il clima a bordo? I rapporti fra voi?'
S.R.: 'E' una buona squadra, parzialmente collaudata in 'The Race' (vinta da Stefano in febbraio proprio con Grant Dalton n.d.r.) e comunque sono tutti grandi professionisti. Certo la stanchezza non aiuta ad essere solo concentrati sulla gara. Poi abbiamo un problema di scorte alimentari che
speriamo non ci infastidisca più di tanto; a causa della bonaccia i tempi della regata si sono allungati di alcuni giorni, probabilmente 6 o 7, e le sacche del cibo, una per ogni giorno di regata, erano contate per questioni di peso. Ora siamo costretti a prelevare ogni giorno una parte di cibo
dalla sacca per conservarlo in previsione dei giorni in più di navigazione. Questo compito è stato affidato a Claudio e ci sta un po’ affamando, ma non ci saranno problemi: “ sopravviveremo.'
S.S.: 'Durante 'The Race' mandavi testi in e-mail al tuo sito per raccontare in diretta ai tuoi amici ed agli appassionati della vela i resoconti della giornata e le tue impressioni. Perché in questa non riesci a farlo?'
S.R. 'Perché siamo in guerra, non quella dell'Afghanistan, ma quella della V.O.R. con queste cinque barche che non vogliono concedere nulla fino a Città del Capo. Su Club Med avevo più tempo perché i turni non erano così esasperati. Quando dal catamarano scrivevo al p.c. mi sembrava di essere su una lavatrice in centrifuga, però avevo il tempo e la tranquillità per farlo Qui un'ora di sonno è un lusso straordinario. Inoltre il p.c. è sempre impegnato a scaricare dati meteo e quando ha finito dobbiamo inviare le foto ed i testi per il sito della V.O.R.. Se chiedo di usare il p.c. e scrivere a casa credo che mi guarderebbero male. Passa tu le mie informazioni agli amici e a loro do appuntamento all'arrivo dove avrò più tempo per ricapitolare la tappa.'
S.S.: 'Allora arrivederci fra una settimana per la seconda puntata.'
S.R. 'Spero di raccontare qualcosa di piacevole, magari di come avremo recuperato e di come staremo volando con questa fantastica barca. A presto.'
Stefano Rizzi per Sauro Scagliarini, Velafriuli.it
Stefano Rizzi