Oceano Atlantico 05/01/2001
…partiti !!!!

Cari lettori questo mio silenzio forzato mi è stato imposto dalla bellezza di 5 giorni di bolina;stiamo infatti ancora procedendo verso le Canarie con il vento in muso! Ma andiamo per ordine:
Partenza non certo delle più felici, ma recuperiamo subito e ci mettiamo dietro team Adventure. La rumba comincia subito: vento sui 20 nodi, bolina spaccata. Diciamo che si sta preparando un ultimo dell'anno proprio diverso! Infatti al cambio turno di mezzanotte siamo in pochi a scambiarci gli auguri: abbiamo le orecchie come i cocher!
La regata è veramente dura già dalle prime battute: tra noi e team Adventure è un continuo rincorrersi tra manovre al limite, colpi di vento notturni e, purtroppo, anche qualche piccola rottura.
Passate le mitiche colonne d'Ercole troviamo  meno vento, ma ci imbattiamo nelle "bellissime" onde oceaniche, che con il vento in prua fanno proprio una bella coppia!
La quarta notte ci imbattiamo in un capodoglio tanto ingenuo quanto innamorato del nostro scafo di sinistra. Dopo alcune ore però le sue intenzioni si fanno troppo pesanti e siamo costretti ad accendere i motori per farlo allontanare. Mentre vi scrivo stiamo sempre bolinando verso le Canarie, con poco vento e mare lungo. Le previsioni per ora non ci danno grossi spiragli, ma noi armati della rinomata pazienza marinara, sapremo aspettare momenti migliori.
Saluto tutti sperando di riscrivere al più presto.

...continuaOceano Atlantico 06/01/2001
…e vai che siamo forti..!!!

Finalmente dopo un'estenuante bolina di 6 giorni, il vento allarga e si mette di traverso circa cento miglia prima delle Canarie. Voliamo verso queste isole a circa 30 nodi, con vibrazioni e salti che fanno paura, ma arriviamo velocissimi e in mezzo troviamo solo 10 nodi di aria;quel che basta per passare il sottovento di Palma e ripartire. Ma questa volta finalmente in poppa,con a riva tutta randa, asimmetrico grande e stay sail. Non potete immaginare la gioia dipinta sul viso di tutti noi:sole , nuvolette da aliseo all'orizzonte, vento costante a 20-25 nodi e velocità barca di circa 23-26 nodi! Da non dimenticare inoltre che all'americano, abbiamo rifilato circa 130 miglia e che Peyron non si trova in una bella posizione, così vicino alle coste africane. Insomma contiamo nelle prossime ore di prendere il comando della gara. Ci aspettiamo inoltre, di navigare in poppa,almeno fino a Capo Verde che è il nostro prossimo "way point".
Con l'arrivo della poppa abbiamo fatto anche i primi timidi bucati, la pulizia e il controllo della barca e, cosa molto divertente, la pulizia personale. Dico divertente perché ho notato che ci puliamo come degli anatroccoli, non avendo grandi spazi e tempo, facciamo tutto piuma per piuma con il becco, proprio come i simpatici animaletti. Ora vi lascio perché Mike deve ricevere la meteo ciao e alle prossime.

Oceano Atlantico 07/01/2001
…alisei favolosi!!

Cari lettori eccomi di nuovo all’opera al computer,cosa per me forse più difficile che andar per mare! Comunque lo faccio volentieri sapendo che c’è qualcuno che mi segue, e che non mi stuferò mai di dirlo mi da una grossa carica per finire questa "mattana".
Dopo una cavalcata meravigliosa nell’aliseo, durante la quale Club Med ha toccato punte di velocità di 30 nodi, siamo tornati in testa alla classifica di The Race, il giro del mondo senza scalo e senza assistenza per catamarani giganti. Mentre scrivo, la posizione di Club Med è 15°24 Nord di latitudine e 22°51 Ovest di longitudine. Il vento soffia a 14 nodi, manteniamo una velocità di 19.7 nodi e ci accingiamo all’insidioso passaggio delle calme equatoriali, i famosi «dolldrums». Questo sarà un momento veramente delicato per le sorti della regata. La classifica, infatti, è ancora apertissima: Team Adventure, lo scafo di Cam Lewis che era scattato in testa alla regata subito dopo la partenza da Barcellona il 31 dicembre scorso, ci insegue a 81 miglia; Innovation Explorer, timonato dal francese Loick Peyron, è un po’ più staccato (107 miglia) ma è chiaro che i giochi sono ancora tutti da fare. Il passaggio dell’equatore è molto delicato perché attraversarlo in modo rapido potrebbe voler dire agganciare per primi le grandi depressioni dell’Oceano Indiano e, quindi, involarsi mettendo una seria ipoteca sulla vittoria finale. Adesso capirete perché il vantaggio che abbiamo accumulato con Club Med è davvero esile. Ma noi, mentre aspettiamo che la situazione si evolva, preferiamo stare davanti che dietro!
Proprio in questo momento ho dovuto sospendere la stesura del mio Diario di bordo per salire in pozzetto e fare una strambata. Le dimensioni e le performance di un catamarano come Club Med non finiranno mai di stupirmi: la manovra, nonostante a bordo siamo in 13, è talmente impegnativa da togliere il fiato anche alle persone più allenate, come noi marinai. È proprio una barca fisica. Oggi, durante il mio turno, ho visto passare una grossa tartaruga di mare proprio fra i due scafi. E ieri verso sera, mentre facevo dei controlli sulle prue, abbiamo urtato con la deriva di dritta qualcosa di abbastanza consistente, poteva essere un grosso pesce o un tronco d’albero galleggiante. C’è stato un attimo di tensione a bordo, ma per fortuna dopo un controllo abbiamo verificato che non avevamo subito danni. Ho navigato tante volte nell’Oceano, ma a stupirmi durante questo giro del mondo è la grande quantità di pesci volanti che Club Med riesce a catturare: i pesci volano fuori dall’acqua per scappare dagli scafi ma purtroppo si impigliano nella grande rete che usiamo per camminare. Una pesca tanto involontaria quanto ricca! Usciti dalla bolina dei primi giorni, ci siamo dedicati ai primi bucati: ho notato che ci puliamo come degli anatroccoli, non avendo grandi spazi in cui muoverci. Ora devo chiudere il computer. Il dovere e i turni di bordo mi chiamano. Manca soltanto un’ora alla cena e io sono lo chef designato della giornata. I miei compagni di viaggio sanno che cosa aspettarsi: oggi cucina italiana....

Oceano Atlantico 09-01-2001
...Capo Verde

Anche quella di ieri è stata una giornata non certo monotona, per due ragioni principali:
Il passaggio di Capo Verde e un piccolo problema durante il mio turno. Ma andiamo per ordine. Dicevo appunto che ieri abbiamo avuto la fortuna-sfortuna di passare queste meravigliose isole perse nel bel mezzo dell’Atlantico;fortuna perché strambando praticamente in una delle tantespiagge abbiamo potuto apprezzare la natura selvaggia e incontaminata di questi gioielli. Sfortuna perché ci siamo sentiti troppo stupidi a dover strambare a gran velocità per prendere la rotta migliore. Sinceramente sognavo di esser lì sulla spiaggia con mio fratello Alberto e altri Amici, con le tavole da surf,qualche bevanda fresca e i soliti discorsi sognanti....Vabbe' !! sarà per la prossima volta.
Intanto che all’orizzonte sparivano le mie isole vulcaniche,a prua calavano le tenebre e con le 0800 di bordo iniziava il mio turno. Tutto regolare:vento sui 25 nodi,velocità che oscillava tra i 23 e i 27 nodi e una stellata magnifica.
Primo turno al timone al capo Neal io al carrello randa, Fred scotta assimetrico e Jan scotta randa. Ad un certo punto sento che la barca ha un movimento strano e che va un po’ troppo all’orza. Neal la riprende e la riporta in rotta, ma purtroppo dopo qualche secondo riparte nuovamente e questa volta ci troviamo con la barca che inesorabilmente mette le sue taglienti prue contro il mare. Fortunatamente siamo tutti pronti e lascando le scotte, lo scafo, che volava già a 3-4 metri fuori dall’acqua, ritorna lentamente in posizione regolare; intanto sono tutti in coperta; nel giro di  8-10 secondi arrotoliamo il grande assimetrico prima che si frantumi,  con il timone di dritta, riportiamo la barca in rotta. Voi mi direte:Ma cos’è successo? Semplicemente un cavetto che collega la ruota di governo al timone, era uscito dalla sua sede, impedendo così al timoniere di "pilotare" la barca. Avaria riparata in circa 10 minuti. Si riprende la corsa con qualcosa in più da raccontare ai nipotini, e con qualche lezione in più da ricordare. Parlando poi con gli esperti di bordo di multi scafi, sono venuto a conoscenza che normalmente con questo tipo di avaria la barca facilmente si rovescia.....
Buono a sapersi per le prossime.
Ora vi lascio perché mi aspetta la pasta alla bolognese, che vi assicuro non è come l’originale, ma visto il frangente, si fa mangiare volentieri.

Oceano Atlantico 10-01-2001
...doldrum!!

E' il decimo giorno di navigazione, e siamo nel bel mezzo delle calme equatoriali. Come si poteva facilmente prevedere siamo di nuovo tutti appaiati: noi siamo quelli più a est, team Adventure tra noi e Innovation Explorer,  gli altri a seguire. Sarà cruciale vedere chi per primo aggancerà l'Aliseo di sud-est, avendo in tal modo a favore  brezze più costanti e robuste. La descrizione di cosa sono i Doldrum non è certo tra le più semplici, ma sappiate che per qualsiasi velista è una vera e propria lotta;il vento salta in tutte le direzioni senza una logica, cambiando di intensità molto frequentemente e come se non bastasse, ci sono questi straordinari nuvoloni tropicali che ti scaricano addosso litri e litri di acqua. Mi sembra di aver fatto un quadro abbastanza chiaro di cosa succede a bordo del Club Med all'equatore. A livello naturalistico c'è da sottolineare l'avvistamento di tre esemplari di capidoglio e che sembra finita la mattanza di pesci volanti!
Vi lascio per dare il mio contributo in coperta in qualità di paziente velista di bonaccia (vedi Golfo di Trieste).

Oceano Atlantico 11-01-2001
…aspettando il vento in poppa !!

Ore 07-30 GMT Club Med e il suo equipaggio tagliano per primi l’immaginaria linea che divide la terra in due parti:Sud e Nord. Fortunatamente attraversiamo l’equatore con un buon vento da sud-sud est. Vento che ci permette di allungare di parecchie miglia su Innovation Explorer. e di qualche decina anche su Team Adventure. Ora navighiamo ancora di bolina con mure a sinistra, ma confidiamo che in breve tempo, il vento allarghi di quel tanto che ci faccia andare almeno al traverso. Questo, ci permetterebbe una vita migliore a bordo e soprattutto, una velocità superiore ai 20 nodi. Questa mattina, Elena Caputo, mi ha chiamato telefonicamente da Innovation Explorer, per farmi un’intervista. Era la prima volta che ci sentivamo dalla partenza; credo che più avanti ci sentiremo spesso, anche via e-mail. Questo per fare un po’ di esercizio di italiano..... La vita a bordo mi sembra abbia preso dei buoni ritmi, ci rispettiamo molto, non ci sono screzi: Insomma andiamo proprio d’accordo. Per quanto riguarda il consueto reportage naturalistico, direi che ormai i pesci volanti hanno fatto passa parola, su quanto sia dura la nostra barca e infatti, volano alla larga. Altre creature notate: solo dei piccoli uccelli neri che non avevo mai visto, con un volo molto nervoso e scombinato, alquanto strano per i volatili oceanici.
Saluto tutti e a risentirci domani....Mare permettendo sempre!

Oceano Atlantico 12-01-2001
…scusate il ritardo

Causa forza maggiore vi scrivo in ritardo, ma ieri a bordo c'è stata una bella "guerra". Iniziamo subito col dire che già in mattinatail vento aumentava stabilizzandosi sui 25 nodi con un angolo di circa 70-80 gradi rispetto alla barca, quindi una bolina larga con velocità di punta di oltre 34 nodi, e una media di circa 28!!! Non vi dico i salti che si fanno in queste condizioni,tanto da farmi rinunciare a metter mano alla tastiera,visto e considerato che difficilmente distinguevo le lettere e che con maggior difficoltà riuscivo a batterle!!! Ora il vento è calato leggermente e anche se si continua a saltare, riesco in qualche modo a scrivere. Bisogna poi considerare che stiamo facendo con Team Adventure un vero e proprio match-race oceanico, che ci costringe a tirare entrambe le barche per il collo,motivo questo delle continue rotture più o meno gravi a bordo. Spero veramente di non affrontare con questa filosofia “ l’Indiano”, altrimentinello stretto di Cook non arriveremotutti interi...
Visto l’ alta pressione che staziona al largo di Capo di Buona Speranza, siamo costretti a fare un giro abbastanza largo aumentando così notevolmentele miglia da percorrere, ma questa tatticaci permette di rimanere nel vento. Per quanto riguarda l’aspetto naturalistico,ci sono dei tramonti veramente spettacolari che tingono di rosa mare e cielo, e un luna piena che confonde il giorno conla notte.
Ora vi saluto, sono proprio stufo di ballare la rumba qua dentro, vado a prendere un po’ di acqua salata....

Oceano Atlantico 13-01-2001
...verso il Grande Sud!

Cari visitatori eccomi al lavoro davanti alla tastiera più ballerina della storia dei computer. Quando tornerò a casa dovrò mettermi a scrivere sulla lavatrice impostata in centrifuga.... La grande corsa procede bene,tra noi e Team Adventure è una lotta continua e teniamo d’occhio anche Innovation Explorer che anche se leggermente attardato è sempre un nemico da non sottovalutare. Ma dopo tutto chi non è da sottovalutare in questa estrema e folle regata? Ve lo dico io, nessuno. Fino al termine assisteremo ad un continuo colpo di scena; aspettiamo quindi Marsiglia per decretare il più forte. Nel frattempoci stiamo avvicinando ad una zona con poco vento, dove contiamo di rimanere per 1 o 2 giorni al massimo prima di superare un fronte che ci dovrebbe aprire la strada verso il  Grande Sud. Anche oggi, durante il mio turno siamo riusciti a rompere un attacco della scotta randa,gran spavento iniziale dovuto al boato,modello bomba;ma tutto è rientrato rapidamente con riparazione immediatae risolutoria. Probabilmente queste rotture ripetutesu tutte le barche, rappresentano un forte e chiaro segnale che le nostre "astronavi" cercano di inviarci, prima di affrontare quello che viene considerato a ragione, il Mare più temuto dell’intero globo. Spero tutti riescano a recepire il linguaggio specifico da barca, questo rappresenterebbe per noi regatanti un notevole vantaggio ed un approccio diretto con chi ci segue e sostiene fedelmente!!!
Per quanto riguarda la natura, nessuna specie in vista,ma in compenso ci sono un cielo e un mare con colori indescrivibili: risulta particolarmente difficile guardarli per quanto brillano. Quando sono in cucina osservo spesso dal grande oblò, rivolto verso lo scafo di sinistra: da lì èbellissimo vedere la deriva, l’elica e il timone, che entrano ed escono dalle onde, a seconda di come vola lo scafo. L’emozione che provo èintensa e comprendo con più coscienzaquanto questo Oceano sia straordinariamente limpido.
Vi lascio , vado a godermi questi ultimi sprazzi di sole prima del turno serale, non dimenticandomi di ringraziarvi sempreper il tifo che fate e per ricordarviche io sonosu questa barca super orgoglioso di essere Italiano.

Oceano Atlantico 14-01-2001
...peccato per Playstation!

Non ho mai pensato che The Race fosse una vacanza, e ogni giorno ne ho la conferma. L’andatura di bolina è davvero logorante, ieri ho finito il mio turno sopra coperta con i crampi alle dita delle mani e allo stomaco per la fame. In testa alla regata la lotta è sempre serrata. Con Team Adventure è un continuo alternarsi davanti alla flotta, la tensione rimane alta, i sensi sono allertati al massimo. Oggi è arrivata la notizia del ritiro di PlayStation, il catamarano del miliardario americano Steve Fossett che molti indicavano come il favorito di The Race . Anche se esce dalla regata un avversario pericoloso, che stava recuperando terreno in fretta, l’annuncio del forfait, qui a bordo di Club Med, non ha fatto piacere a nessuno. Dopo aver avuto problemi con la randa già in Mediterraneo, Play Station ha rotto la deriva di sinistra. Poteva continuare con una sola deriva, ma la riparazione alla randa rischiava di cedere e l’equipaggio, all’unanimità, ha deciso di ritirarsi e di fare rotta su Miami. Questo dimostra che un inconveniente simile può capitare a tutti, anche a chi ha un budget miliardario. E il risultato è che mandi in fumo mesi e mesi di duro lavoro. L’ultimo rilevamento ci vede in testa: Club Med naviga a 4 nodi di velocità a 19.254 miglia dall’arrivo di Marsiglia. Siamo nell’alta pressione di Sant’Elena, in attesa che il vento giri a Sud-Ovest e ci faccia riprendere velocità. La nostra posizione geografica è 29°34 Sud e 24°34 Ovest. Dietro di noi preme Team Adventure, staccato di 35 miglia. Poche, pochissime! Poi c’è Innovation Explorer, che ha un distacco di 115 miglia su Club Med. Il morale è alto,ma la regata rimane apertissima. Dovete sapere che una delle poche poesie che riuscivo a ricordare a scuola era proprio “Mattina”, di Ungaretti. Direte voi come mai? Beh ovvio con la voglia che avevo di studiare non potevo che ricordarmi una poesia di sole quattro parole! Ma proprio questa mattina, invece, ho capito la profondità di questo verso ungarettiano: una definizione che calza a pennello con l’immagine e il momento che ho vissuto,guardando verso est il sud Africa e pensando avesse preso fuoco insieme alle nuvole sovrastanti. Nuvole pennellateal centro di un rosa molto intenso e ai margini di un arancione fluorescente. In pochi minuti però è esploso l’astro malefico che ha dissolto tutto quello che aveva creato pochi minuti prima.
Penserete: Che botta di romanticismo! Infatti ho preferito iniziare cosìin quanto la nostra giornata non è certo trascorsa all’insegna della poesia,anzi tutt’altro. Inizio il turno e sono il primo a timonare, quindi impugno deciso la ruota, e via 20 nodi! Facile cosi eh! Invece la mia concentrazione è messa a dura prova dal fatto che alle mie spalle due guys  trapanano la coperta, altri due davanti limano pezzi d’acciaio sottovento, intanto, in coperta, stanno laminandopezzi di kevlar!Si avete capito bene; un vero e proprio cantiere galleggiante. Da considerare poi che queste amenità sono toccate subito dopo il turno al timone. Comunque anche questo fa parte delle grandi regate e l’arte del sapersi arrangiare aiutamolto. Tutti questi lavori sono comunque necessari ad aumentare la sicurezza dell’astronave in vista dell’Oceano Indiano.
Per quanto riguarda gli avversari, continua la lotta gomito a gomito con l’americano Cam Lewis che oggi era riuscito a darci fino a 58 miglia,ma che già in nottata avevamo quasi dimezzato.Gli altri sono per ora abbastanza indietro. Ora vi saluto, ho i crampi alle dita e allo stomaco, quindi colazione e turno.

Oceano Atlantico 15-01-2001
...buio pesto!

Come avrete già capito dal titolo la notte scorsa non è stata una passeggiata, tutt’altro. Ieri dopo aver scritto tutto felice il consueto diario, mi sono affacciato all`oblo' per dare una controllata e con gran stupore ho notato davanti alle nostre prue una nuvola nera come la peste:ma come, penso fra me e me,10 minuti fa, il paradiso e ora lì davanti l’inferno. Penso positivo e mi convinco che è una robetta passeggera! Sbagliato. Dopo mezz’ora entriamo nella nuvolaccia, il vento monta subito a 25 nodi, ma soprattutto monta un’onda corta e ripida mai vista prima; striminzita trinchetta e a ben tre mani di terzarolo!!! Intanto si è fatto buio pesto, niente luna, niente stelle, inchiostro nero totale. In questo marasma vediamo al computer che l’americano ha un’andatura inferiore alla nostra , quindi via cogliamo la palla al balzo e decidiamo di fissare un problema che abbiamo alle stecche della randa. Facile a dirsi ma meno a farsi, viste le condizioni. Pensate che io, solamente per togliere una coppiglia da un perno di un carrello, ci ho impiegato la bellezza di 30 minuti!!!! Tempo normalmente impiegato 1 minuto....Ma vi assicuro che con quello che c’era l’altra notte, 30 minuti rappresentano quasi un record. Sapere comunque che continuamente stiamo staccando Team Adventure non fa che caricarci e sopportare quindi meglio ogni "delizia" che l’Oceano ci propone. Anche oggi con vento leggero stiamo aumentando il distacco e siamo in attesa con impazienza, di agganciare la prima maledetta depressione,che non sembra arrivare mai. Il motto comunque resta , sempre avanti che la vita è bella.Oggi c`e`di nuovo il sole e si intravedono molti Albatros, non male. Sono costretto a lasciarvi perché occupato in cucina alla preparazione del risotto alla Stroganoff, servito in tavola con dell’ottima acqua d.o.c.(dissalatore di origine controllata).Voi direte che schifo,ma invece vi assicuro che non è male,e poi paga Club Med anche questa sera....

Oceano Atlantico 17-01-2001
…e vai con la rumba!!!

Cari miei c’è l’abbiamo fatta: siamo entrati ufficialmente nel "simpatico" inferno del Sud. Ci dividono dalla Nuova Zelanda, prossimo nostro passaggio obbligatorio, circa 7.000 miglia di acqua salmastra, iceberg, onde, vento e per competere con il clima italiano, anche tanto freddo. Qua ora si giocherà tutto, tirando la barca all’inverosimile e fermandoci possibilmente un attimo prima che si possa rompere. Sarà sempre regata, ma più da “marinai”, consapevoli (e io lo so bene), che non si scherza e che ogni errore si paga ma non solo con la rottura della barca.... Tatticamente devo dire che il nostro Mike (navigatore), negli ultimi tre giorni ha saputo fare miracoli;da 60 miglia dietro, ora siamo 160 miglia avanti,con più vento dell’americano Cam Lewis!. Vi assicuro non ha chiuso occhio un momento, ed ora, che navighiamo veloci, gira per la barca come uno zombi. Abbiamo saputo che Innovation Explorer, ha probabilmente rotto il grande asimmetrico di prua e da queste parti, al Sud è una delle vele più usate. Credo quindi che la mia connazionale Elena con la sua truppa, dovranno rallentare molto, nel tentativo di riparare la vela. Buon lavoro!
Nel preciso istante in cui vi scrivo la barca sta tenendo una media di circa 30 nodi!!! Non immaginate il frastuono e le vibrazioni che ci sono negli scafi, soprattutto in quello sottovento, dove mi trovo ora e dove fra l’altro c’è la mia branda. Branda da dove sarà sempre più difficile alzarsi; vuoi per la temperatura siderale vuoi per la stanchezza.
Straordinaria giornata di sole e vento, accompagnati fedelmente dagli albatros, che vedremo volteggiare instancabili giorno e notte attorno alla barca

 

 

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