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17/03/2006
IN BICI CON I CAMPIONI
E' oramai risaputa la mia sfegatata passione per la bici e per il mondo del ciclismo in genere.
Dal primo giorno che il mio amico Marco Floreani, factotum sportivo delle industrie Danieli, mi ha messo in sella, ho sempre amato di più questo meraviglioso sport fatto di fatica, sudore e grandi uomini.
Sempre Marco, dopo la Coppa America con Prada, mi ha avvicinato alle corse per amatori come le “Gran Fondo”. Memorabile fu la mia prima Maratona delle Dolomiti proprio in compagnia di Marco, Danilo e Mauro.Una gara meravigliosa dove ottomila bici si impadroniscono totalmente di tutti i passi Dolomitici; indimenticabile.
Ma credo mai e poi mai avrei pensato un giorno di andare in bici con i grandi, con quelli che realmente fanno il giro d'Italia il Tour de France e la Vuelta.
Tutto comincia dopo circa un anno e mezzo di permanenza nel Team di Coppa America +39.
La fissa di me e il Ciccio, (ora purtroppo con Alinghi), è sempre stata quella di formare una squadra ciclistica all'interno del Team stesso.
Quindi l'idea è semplice:perché non approfittare della pubblicità che si può ricavare nel fornire delle bici ad un Team di Coppa?
Tramite amicizie arrivo alla conoscenza del solare e simpaticissimo Francesco Spotorno che fin da subito sposa la nostra causa.Da un semplice incontro a pranzo, con a seguire visita all'incredibile impianto di produzione di gomma piuma Olmo in Dalmine, scaturisce il piano di massima; ovvero la fornitura di dieci biciclette da corsa al top e di bici da passeggio per tutto il Team donne comprese.
Da lì la definizione precisa e quindi la conoscenza del cuore e anima della ditta Olmo biciclette: Il dottor Olmo Paolo, erede della grande tradizione creata dal capostipite Giuseppe Olmo detto Gepin.
Gepin fu uno dei grandi ciclisti Italiani nel mondo, e voglio per rendergli il giusto onore, ricordare solo alcuni degli allori conquistati.
Vinse due Milano Sanremo,un oro Olimpico nella corsa a squadre, recordman dell'ora, vinse decine di tappe al giro d’Italia e tantissime corse, per poi decidere di fondare la Olmo bici.
Le cose procedono spedite, e come promesso dal dottor Olmo il primo febbraio ci vengono consegnata dieci biciclette Olmo in carbonio-titanio personalizzate con i colori e i fregi del team.
Fiero vado della scelta fatta, in accordo con la Olmo, di fare le bici interamente in Italia.
Italiana è la fabbrica, Italiano è il telaio di carbonio, italiano è pure il gruppo record in carbonio della Campagnolo come le ruote e la sella che addirittura si chiama Selle Italia......
Insomma un concentrato di tecnologia made in Italy per fare fatica; e si perché alla fine anche con questi oggetti meravigliosi la salita, il vento e gli attacchi degli avversari si fanno comunque sentire....
Non vi descrivo la gentilezza e la professionalità di tutto lo staff Olmo di Celle. Ci forniscono anche di tutto l'abbigliamento tecnico per noi sei che useremo le bici.
Ora è venuto il momento di provare le bici, e cosa di meglio se non la calda e assolata Valencia?
Certe volte ci sono delle cose che partono bene e che poi continuano ancora meglio.Vi spiego.
Siamo alla base che osserviamo il nostro folto gruppo di “finnisti olimpici” in procinto di uscire per il consueto allenamento, da lontano scorgo Danilo, uno dei nostri grider-ciclisti, che parla con due ragazzi in bici, noto che le bici sono uguali e che anche loro vestono completini verdi e bianchi identici, ma non do molto peso alla cosa perché penso: Ecco i soliti che comprano le repliche delle divise dei professionisti, pure le bici e non andranno nemmeno a spingerli....E invece, come molte volte mi capita, sbaglio e di brutto...
Danilo tutto entusiasta viene da me e mi racconta che erano Dario Andriotto e il mio corregionale Enrico Gasparotto entrambi della Liquigas.
Scatta subito la cena organizzata dal grande cuoco-grinder-tutto fare Centu per far conoscenza con due veri "animali da bicicletta".
Sia Dario che Enrico fan trasparire da subito quell'umiltà e quella semplicità classica dei grandi sportivi, di quelli che sanno soffrire sopportando fatiche immani, allenamenti infiniti e diete da internati.
Siamo tutti a bocca aperta sentendo i racconti di Dario,lui che dall'alto dei sui trentatrè anni ha letteralmente tirato alla vittoria capitani del calibro di Cipollini, di Luca,Garzelli e tante altre leggende delle due ruote. Lì , di fianco a lui, la giovane promessa al secondo anno appena iniziato di professionismo, Enrico, che non perde una parola delle esperienze di Dario. Loro due assieme a pochi eletti della Liquigas parteciperanno al Tour de France, alla corsa delle corse una gara che da più di cent'anni tiene a battesimo i grandi della bici.
E ora sono qua davanti a noi che mangiano e parlano con semplicità raccontando aneddoti che si possono trovare solo in pochi libri di ciclismo.
Certo dopo una serata così non avrei saputo cosa sperare di più, e invece ecco la proposta di Dario e Enrico: Ma perché domani che usciamo con gli Spagnoli della Fonak, (altra squadra di pro), non venite con noi?
Naturalmente il sì non è per niente convinto, io ho nelle gambe solo tre uscite blande e dei miei cinque soci di battaglia c'è qualcuno che riprende la bici dopo dieci anni.....
Fa niente la proposta è irrinunciabile.
Alle dieci di mattina del nove marzo il gruppetto di sei disperati del “+39 Olmo Team” si trova sotto la casa della coppia Liquigas.
Foto di rito per un'occasione di questo tipo, certo noi sfoggiamo completini e bici da veri pro, peccato per le nostre dimensioni fisiche...
Rispetto a Dario e ad Enrico sembriamo degli insaccati.
Io con i miei 77 chili sono il più leggero, poi mi segue il Compare con i suoi 85, e cosa dire di Michelino con 88, Danilo 90, Paletta 90 e per finire il nostro prode preparatore atletico Cecco.Una statua di muscoli e pelle con la voglia di stare avanti a tutti alla faccia del suo quarantanovesimo compleanno che scatta proprio oggi.... Una macchina , ma anche lui ahimè, di quasi 90 chili.
Si parte con andatura umana fino all'incontro con gli Spagnoli; tutti simpatici e spiritosi ma certo anche loro con un fisico che nulla ha da condividere con i nostri... La media si alza e arriviamo ad un gruppetto di circa venti ciclisti che sfrecciano per i paeselli della Catalogna a 37 chilometri orari.
Che emozione pedalare stretti fra due squadre di pro come la Fonak e la Liquigas,era da molto che non mi divertivo così.
Velocemente ci avviciniamo alle colline e nei vari strappi qualcuno dei nostri inevitabilmente perde la scia e si stacca, ma incredibilmente quelli che tirano il gruppo se ne accorgono e non solo rallentano ma mandano dei gregari a riprenderci.
Sono veramente dei grandi. Io raggiungo la testa del gruppo e avverto che non c'è problema se ci staccano, noi siamo già strafelici cosi. Ma il capo degli Spagnoli, Gutierez detto Guti, vuol portare tutti sotto la salita e così fa.
Conosco queste strade, e so che manca poco alla salita vera, sono emozionato perché tra un pò vedrò veramente all'opera queste macchine umane. La strada si impenna e subito iniziano gli scatti, quasi tutti sono ritti sui pedali e di scalar marce non se ne parla. Do tutto quello che ho, a costo di morire voglio capire a quanto vanno. Resisto si e no tre tornanti e poi attorno a me solo il silenzio del bosco e il mio cuore che cerca di uscire dalla cassa toracica....
Giro e andando in discesa mi ricongiungo con la mia squadretta di velisti.
Intanto Dario e Enrico scendono nuovamente alla base della montagna e ci superano salendo per la seconda volta a ritmi da marziani. In vetta ci salutiamo, loro continuano l'allenamento e noi con calma torniamo a casa.
Il giorno dopo ci sdebitiamo portandoli alla base a vedere la barca e strappando a Cesare (Pasotti Team Manager di +39) la promessa di un giro in barca a fine marzo, quando loro torneranno qua ad allenarsi.
Approfitto per ringraziare la Olmo e tutte le persone che lavorano in questa ditta per gli oggetti meravigliosi che ci hanno fornito e per la loro professionalità.
Ringrazio Dario e Enrico per avermi ancora fatto capire come lo sport duro in genere sia la metafora della vita. Questa estate darò tutti i cavalli che ho per allenarmi e regatare al massimo con il mio Team +39 pensando alla Coppa, ma di certo la sera non mi perderò nemmeno una notizia del Tour tifando questi due nuovi amici.
Un saluto a tutti i miei visitatori con il solito augurio di Forza e Salute.
Stefano
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