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01.04.2005
Messaggero Veneto
Piena fiducia nel timoniere Percy: ha solo 24 anni ma ha già vinto il mondiale della classe Finn Oggi ricominciano gli allenamenti a Valencia
Rizzi prepara una sorpresa nella Louis Vuitton cup
LIGNANO. Piacciono sempre le sfide a Stefano Rizzi. Il velista sangiorgino, che ha vinto la Louis Vuitton cup con Luna Rossa e il giro del mondo a vela senza scalo sul catamarano The race di Grant Dalton, non poteva restare a terra nell’America’s cup del Mediterraneo. E ha fatto la sua scelta: + 39. Lo ha affascinato la struttura altamente manageriale del team che è nato sul lago di Garda, motivato dal circolo della vela di Gargnano. Il consorzio +39 è composto da Riccardo Sogliano, ex calciatore del Milan, Lorenzo Rizzardi, gardesano, presidente del circolo vela Gargnano, e Cesare Presotti, bresciano, team manager. Rizzi aveva accettato la chiamata di + 39 assieme all’amico Celon che, però, ora non fa più parte del team.
La nuova regola imposta da Alinghi alla Cup per impedire a Roussel Coutts di regatare con altri sfidanti ha modificato le abitudini dei velisti di affrontarsi a bordo di scafi diversi. Tale regola prevede inoltre che, qualora si abbia partecipato nei primi sei mesi alle fasi preliminari della Cup, non si possa più “scendere a terra” e …saltare a bordo di un altro team. Cosa che Celon probabilmente farà, avendo abbandonato +39 prima della scadenza dei termini (181 giorni per la precisione, ndr).
«Io lì mi trovo benissimo» commenta Rizzi, incontrato a Lignano Sabbiadoro in un momento di relax al termine del primo semestre di prove. «Abbiamo cominciato gli allenamenti a metà dello scorso settembre - aggiunge - e lavorato molto nella messa a punto della barca e del team. Un team tutto di ragazzi molto giovani, però arricchito dall’esperienza di alcuni di noi. E adesso si cominciano a vedere i primi risultati».
Oltre ad occuparsi delle vele, del loro miglior rendimento, a bordo del +39 Stefano Rizzi è anche il presidente della commissione disciplinare. Cioè appioppa le multe a chi si comporta male e «i proventi delle sanzioni vanno a un ospedale brasiliano» ci tiene a precisare Rizzi. I motivi per essere multati sono diversi, «Per esempio non indossare i giubbotti dello sponsor – spiega Rizzi –. Questo accade soprattutto per gli stranieri: gli italiani, fortunatamente, sono più disciplinati. Hanno capito che anche il più piccolo dettaglio può fare la differenza».
«Pure il comportamento a bordo è fondamentale - prosegue Rizzi - per facilitare la concentrazione. Per questo credo molto nel nostro timoniere Iain Percy: ha soltanto ventiquattro anni, ma ha già vinto il mondiale dei Finn. Si distingue per lo stile. Anche nei momenti più critici non batte ciglio. Non una più minima inflessione di voce. Nulla che lasci trapelare agli altri emozione o tensione. Come Coutts. Ed è un requisito indispensabile per vincere».
+39 sta regatanto e compiendo questa fase preliminare della Louis Vuitton cup con l’ex barca di Alinghi. Ha già subito delle modifiche alla chiglia e al piano velico ed è stata alleggerita. Ma ha subito anche importanti test strutturali. Come ci racconta Stefano, è stato calcolato il livello di torsione dello scafo: «La maggiore lunghezza al galleggiamento è fondamentale per la velocità della barca nell’andatura di bolina. Dunque è essenziale conoscere quanto lo scafo si torca e si allunghi in certe situazioni per ottenere il rendimento migliore».
In quanto ai prossimi impegni di +39 «Dall’1 aprile fino a fine luglio si terranno prove in acqua a Valencia. E dal 15 giugno, per una settimana si correrà già il primo Act, la sfida con gli altri team. Sarà il momento della verità».
Rizzi azzarda anche un pronostico per la Louis Vuitton cup, quindi per l’America’s cup: «Oracle, Team New Zealand e Luna Rossa hanno i fondi necessari per ottenere il massimo. Ma anche +39, in relazione al budget impegnato, potrà fare molto. Secondo me ci saranno delle sorprese».
Nelle prossime settimane, a Valencia sarà ufficializzato il nome dello sponsor del team +39.
Carlo Morandini
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